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Italia sul podio ai campionati europei - Divisione B di rugby in carrozzina

6/10/2024

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Italia - Finlandia in semifinale (ph. rugbyfinland24.fi)
Con la vittoria per 46 a 41 contro la Repubblica Ceca, la nazionale italiana di rugby in carrozzina ha conquistato il terzo posto ai Campionati Europei WWR di Rugby in carrozzina - Divisione B conclusisi domenica 6 ottobre presso il Pajulahti Olympic and Paralympic Training Center di Pajulahti, in Finlandia. La manifestazione organizzata dalla World Wheelchair Rugby (WWR) che ha visto la partecipazione di 8 nazionali europee, si è conclusa con la vittoria in finale della Polonia sulla Svezia per 52 a 44.
​Inserita nel girone B del torneo continentale, l'Italia aveva chiuso la fase iniziale imbattuta al primo posto dopo aver sconfitto mercoledì 2 ottobre la Repubblica Ceca 57 a 40, giovedì 3 l'Austria 68 a 30 e venerdì 4 la Finlandia per 55 a 29. 
Sabato 5, quindi, in semifinale ha affrontato la Finlandia in una partita tosta persa solamente 48 a 46 con la quale si è aggiudicata il diritto a disputare la finale per il 3/4 posto conquistando poi brillantemente la medaglia di bronzo.

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La selezione azzurra guidata dal ct Franco Tessari era composta da Nicolas Battistella, Maria Caponio, Andrea Colombo, Davide Giozet, Massimo Girardello, Hassan Kbadi, Paolo Macaccaro, Ahmed Raourahi, Paolo Roberto Sacerdoti, Giuseppe Testa, Nicolò Toscano e Luca Zaganelli.
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Il rugby? Uno sport da femmine in Mozambico! WANSATI, il film di Garlaschelli

25/9/2024

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la locandina di WANSATI film di Alberto Garlaschelli
Alessio Garlaschelli ha realizzato il suo primo lungometraggio WANSATI - AS FLORES DO MUNDO narrando uno spaccato di vita di tre amiche, Augusta, Mariana e Crimilda, unite dalla passione del rugby in Mozambico.
"Nel 2019" racconta Garlaschelli a filmitalia.org "ho conosciuto Irene Bellamio ed il suo progetto di rugby a Maputo e come questo sport fosse benzina sul fuoco per l’emancipazione di queste ragazze. Ho trovato originale trattare questo soggetto in una realtà in evoluzione come Maputo. Argomenti che grazie alla loro universalità possono assorbire tutti noi, facendoci empatizzare con realtà geo-politicamente molto lontane. Nel tempo a mia disposizione, ho deciso di realizzare un film saggio. Senza un copione o una sceneggiatura da seguire ma filmando la realtà. Cercando di non intaccare la realtà con la nostra presenza."

Irene Bellamio ha studiato antropologia a Bologna, è stata in Portogallo poi in Brasile e ora in Mozambico dove ci è arrivata prima per la tesi e per un progetto per il suo servizio civile trovando posto in una casa famiglia a Magoanine. ​A Bologna aveva cominciata a giocare a rugby e in Africa, grazie alla sua passione per l'ovale e alla sua esperienza da educatrice, grazie anche al sostegno di realtà italiane quali Rugbio, ha dato vita al Maputo Rugby Club una realtà partecipata da oltre 70 bambini e che, nel tempo, ha attirato così tanto l'attenzione delle ragazze che alcuni ragazzi hanno persino declinato l'invito a partecipare ritenendolo uno sport da donne!
Garlaschelli racconta le storie di Augusta, Mariana e Crimilda nei tre giorni prima del 7 Aprlie 2022, quando si celebra la festività nazionale in onore di Josina Machel (partigiana morta durante la guerra per l’indipendenza) e delle donne mozambicane. Una narrazione al presente che si immerge nella realtà quotidiana delle protagoniste seguite in famiglia, agli allenamenti, a scuola e con le amiche: è la loro vita quotidiana che fornisce l’argomento del film: la loro passione per il rugby le aiuta a rompere le barriere di genere e riescono a farsi ammirare dai ragazzi perché praticano uno sport che l’opinione pubblica giudica rude, pericoloso, “adatto solo ai più forti, agli uomini.”

Il film ha appena vinto il premio Miglior Lungometraggio Italiano nella recente rassegna VISIONI DAL MONDO 2024, svoltasi a Milano a metà settembre, con la motivazione: "Per aver reso con uno sguardo attento, partecipe, sincero e mai invasivo una storia d’amore speciale, quella fra un gruppo di ragazze e uno sport ancora considerato spiccatamente maschile, come il rugby; che diviene uno stimolo per costruirsi il proprio spazio nella società."

​In attesa di vedere il film distribuito nelle sale cinematografiche e augurando la sua maggior diffusione possibile, questo è il trailer di WANSATI consultabile sul sito del regista (clicca QUI). Buona visione!
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La nazionale femminile batte il Giappone a Piacenza: le immagini del match

16/9/2024

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Vittoria Ostuni Minuzzi vola in meta contro il Giappone
La nazionale femminile di rugby ha battuto 24 a 8 il Giappone nel test di preparazione all'importante torneo WXV 2 che si terrà da fine mese a Cape Town (Sudafrica) da fine mese. La partita disputata sabato 14 settembre allo stadio Beltrametti di Piacenza ha visto un inizio in sordina da parte delle ragazze allenate da Nanni Ranieri che poi, sbloccatesi, hanno dato il via a un buon test di allenamento grazie anche all'impegno delle sparring partner nipponiche.
Un grosso in bocca al lupo ora per la capitana Elisa Giordano e la sua banda che tornano nell'emisfero sud per tre partite che danno l’avvio ufficiale a una stagione che culminerà con la prossima Coppa del Mondo, in programma dal 22 agosto 2025 in Inghilterra. 
La manifestazione WXV2 vedrà l’Italia impegnata nelle sfide contro la Scozia il 28 settembre, il Galles il 4 ottobre e il Sudafrica il 12 ottobre (sfide che si potranno seguire in diretta e in chiaro su rugbypass.tv e sull'app RugbypassTV).
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Dico Andrea Duodo per le elezioni del presidente che scaldano i social.

11/9/2024

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Andrea Duodo in tribuna per ITA-SCO nel 2014
Domenica 15 settembre 2024 a Bologna ci saranno le elezioni del nuovo presidente della Federazione Italian Rugby. Tre candidati: Marzio Innocenti (presidente in carica), Massimo Giovanelli e Andrea Duodo.
Parecchie sono le persone, amici e contatti social, che mi hanno inviato dei messaggi chiedendo il mio pensiero a riguardo e, qualcuno, per chi votassi io. Semplice! Io non voto non avendo alcun titolo per farlo ma, di sicuro - tra fatti concreti, credibilità e, ancora una volta, fiducia e speranza - mi auguro che a condurre il movimento rugbystico italiano sia il commercialista trevigiano Duodo.

Un professionista molto serio e una brava persona che, sin da bambino, frequenta il rugby prima come giocatore biancoverde e poi come manager. Parlo del candidato che preferirei vedere eletto perché, nelle tre diverse liste, tra le persone candidate al Consiglio, ne vedo alcune meritevoli di tutto rispetto per capacità e dedizione, sia ben chiaro.

​Lo scorso fine settimana ne parlavo con Paolo Wilhelm, amico giornalista, ovviamente in un birrificio milanese: p
erché le elezioni del presidente federale scaldano così tanto i social? Una domanda che ci siamo posti e alla quale, del resto, non abbiamo trovato una risposta chiara. È vero che non seguiamo le diatribe social sul tema del calcio, della pallavolo o del basket ma abbiamo la netta sensazione che il tema delle elezioni stia scaldando gli utenti delle varie piattaforme web. Ho pensato che, probabilmente, non avendo una forte identità di squadra, il tifoso ovale italiano trovi come sua squadra di livello da tifare la sola nazionale. Con le composizioni dei campionati mutate nel tempo, il tifoso che abita nel nord Italia continua a tifare la squadra della città/provincia in cui abita se questa gioca nel campionato di Serie A "Elite" mentre chi ama il rugby nel centro o nel sud della penisola tifa per la propria società, quale che sia il campionato in cui è iscritta la relativa seniores, e, al massimo per la Benetton nei campionati internazionali. Le Zebre, si sa, raccolgono simpatia locale ma parlare di tifosi veri e propri mi sembra difficile se non scendiamo ad analizzare il tutto in termini di decine dii persone. Lo stesso per le ragazze impegnate nei campionati femminili e chi le segue che vedono nella nazionale femminile di coach Ranieri "la" squadra per cui tifare follemente (e a ragion veduta).  Tantissime giocatrice tantissimi giocatori, con relativi dirigenti, non hanno la minima idea - nel corso dell'anno - della classifica, dei top player e della situazione dei relativi massimi campionati nazionali. Insomma, nell'Italia rugbystica non abbiamo delle squadre come Milan Inter Juve capaci di attrarre tifo su tutto il territorio nazionale da una parte o come Brindisi Trapani Napoli (nel basket), capaci di essere dei poli regionali al sud dall'altra.

Tutto questo, ipotizzo, porta il giocatore Old, il segretario del club di serie C che ha appena finito di riempire il frigorifero in club house con l'acqua per i bambini prima di spostarsi sul campo per tirare le righe, il dirigente che si lamenta dell'arbitro arrivato in ritardo due anni fa alla partita salvezza, il presidente della serie B che si impegna ogni giorno per dare una linea anche etica al suo club e che si scontra sempre con le incombenze amministrative e finanziarie, a parlare delle elezioni federali come di un fatto di livello rugbystico macro di cui occuparsi. E parlarne tanto, ovviamente, anche sui social. Perché, appena fuori dal cancello del proprio club, non c'è che la nazionale e le critiche (a prescindere) sull'operato federale.

Da un lato tutto questo, nella mia testa, conferma la potenza del rugby di base e la bellezza dello spirito con cui migliaia di persone si adoperano in tutta Italia per far sì che ci si diverta - educando - con una palla ovale in mano e, dall'altro l'idea che il vertice federale debba intervenire - con formazione, modulazione campionati e impiantistica - per fare del BASSO LIVELLO la miniera d'oro del movimento.
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6 Nazioni 2023, l'Italrugby toglie il sorriso alla Francia

8/2/2023

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Antonie Dupont, FRA
Esordio positivo in termini di continuità nella performance da parte della nazionale italiana di rugby nel torneo Guinness 6 Nazioni 2023. Una partita cominciata male (molto male) con i primi 20 minuti che facevano temere un film già visto in oltre vent'anni di partecipazione alla competizione europea. La squadra di capitan Lamaro, invece, ha continuato a giocare il rugby di coach Crowley senza perdersi, senza mollare i piani di gioco con enormi sforzi difensivi. Una partita, quella disputata in un Olimpico poco più che semipieno, che ha visto gli azzurri ripartire dai 22 palla in mano (e quanti errori commessi in far questo), che ha visto i nostri giocare con un'intesa che pareva rendere tutto fluido e che ha tenuto tifosi e amanti del rugby con il fiato sospeso sino alla fine: oltre 600mila i telespettatori e 2.333.000 i contatti unici su Sky Sport e TV8, con uno share del 4,5%.
 Una partita che ha mostrato velocità nell'esecuzione e nel riposizionamento, che ha visto Varney un livello sotto a quello che ha dimostrato in altre occasioni azzurre ma che ha saputo dare il via, guardando lo spostamento di Dupont verso l'interno, alla splendida meta di Capuozzo. Una partita in cui gli azzurri hanno imbrigliato la fantasia e la supremazia francese grazie anche a una prestazione transalpina non proprio da numeri due del ranking mondiale. Insomma, grazie azzurri per questo ulteriore passo avanti nel vostro gioco e nel vostro essere squadra; grazie per aver giocato ottanta minuti. Grazie per aver tolto il sorriso dalla faccia dei francesi sostituendolo con il sollievo. Di strada da fare, nel gioco collettivo e nelle prestazioni singole, ce n'è ancora per l'Italia. Dai che adesso andiamo a Londra! Rugby Love. 
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    Marco Turchetto

    Ex seconda linea (quando bastava saltare e spingere), giro il mondo ovale con la mia macchina fotografica e il taccuino.
    In questo blog racconto ciò che mi emoziona e mi attrae del rugby, con particolari e visoni al di là della cronaca.
    ​Qualcos'altro l'ho raccontato pure nei libri che trovate nella sezione BOOKSTORE. Che dire, belli! 


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